9 aprile 2020

UNGARETTI IN POESIA, UN EFFETTO CONTRARIO (STEP #07)

Giuseppe Ungaretti, Veglia, da Allegria, 1919

Un'intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d'amore

Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita


Giuseppe Ungaretti – immagini narrate immagini narranti
Giuseppe Ungaretti,
gli anni di servizio militare.

Il poeta si trova in trincea vicino a un soldato morto, sembra quasi che la corporalità del compagno morto “penetri” nell'interiorità del poeta fin quasi a condividere l’esperienza della morte insieme a lui.

L'effetto di questa situazione suscita nel poeta un sentimento completamente contrario alla morte, ossia un attaccamento alla vita molto forte che solo il dolore più estremo, come la visione d’un morto ucciso, può suscitare.
Si rovescia così la tragedia della morte. Il poeta perciò, nonostante stesse vivendo la morte in prima persona, continua a custodire i valori della vita.

fonti:
https://www.libriantichionline.com/divagazioni/giuseppe_ungaretti_veglia
I CLASSICI NOSTRI CONTEMPORANEI, Dall'età postunitaria al primo Novecento, Guido Baldi, Silvia Giusso, Mario Razzetti, Giuseppe Zaccaria, paravia

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